Google contro il copyright agli editori – condivisione solo dei link –

Una nuova sfida lanciata dal Grande Google, che intende eludere la direttiva Ue sul copyright, annunciando che non pagherà i diritti per l’utilizzo dei contenuti giornalistici, come previsto invece dalla normativa europea, pertanto gli editori potranno cedere gratuitamente le notizie, e verranno penalizzato in termini di visibilità chi non accetterà.
Oggi quando si cercano notizie su Google compaiono i link e il titolo dell’articolo, oltre a un breve estratto e spesso anche una foto. Dettagli, «che aiutano gli utenti a decidere se il risultato corrisponde alla loro ricerca e dunque li spingono a cliccare». Con il nuovo sistema le informazioni complementari spariranno: resterà soltanto il link con il titolo.
L’articolo 15 della direttiva Ue, frutto di lunghi e difficili negoziati, riconosce agli editori il diritto di chiedere a terzi un’adeguata remunerazione per lo sfruttamento online dei propri contenuti (a fini commerciali). Il testo della norma Ue consente di condividere i link, ma è generico sugli «estratti molto brevi» di testo che possono far scattare il pagamento dei diritti: la questione è rimandata alle leggi nazionali. Con questa mossa, però, Google rifiuta il confronto e aggira l’ostacolo. Ma soprattutto mette gli editori di fronte a un bivio: rinunciare a un diritto o rinunciare alla visibilità.

Lo scontro parte dalla Francia, ma ha una portata europea. Per recepire la direttiva Ue, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 17 maggio scorso, i governi hanno fino a due anni di tempo. Parigi si è mossa per tempo: già alla fine di luglio aveva dato il via libera al testo della legge che entrerà in vigore il 24 di ottobre. Ieri Google ha detto di non avere alcuna intenzione di sedersi al tavolo della trattativa con gli editori.
Agli editori (di tutte le testate europee) spetterà la scelta. Potranno consentire a Google di mantenere il vecchio sistema di visualizzazione, ma a titolo gratuito, rinunciando dunque ai diritti previsti dalla direttiva Ue. Oppure potranno chiedere di pubblicare soltanto i link, finendo per essere notevolmente penalizzati sul motore di ricerca.
– La Stampa 26/09/19 –