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Tribunale di Milano

Sentenza 28 settembre 2016, n. 10374

L’oggetto del giudizio trae origine dal ricorso di un soggetto che richiesta, in prima istanza al Garante Privacy, l’eliminazione del proprio nome dai motori di ricerca Google, ha in seguito ottenuto l’accoglimento della propria richiesta dalla Corte di Giustizia, che ha stabilito come:

a) “l’attività di un motore di ricerca consistente nel trovare informazioni pubblicate o inserite da terzi su Internet, nell’indicizzarle in modo automatico, nel memorizzarle temporaneamente e, infine, nel metterle adisposizione degli utenti di Internet secondo un determinato ordine di preferenza, deve essere qualificata come ‹trattamento di dati personali›, ai sensi del citato articolo 2, lettera b), qualora tali informazioni contengano dati personali, e che, dall’altro lato, il gestore di detto motore di ricerca deve essere considerato come il ‹responsabile› del trattamento summenzionato, ai sensi dell’articolo 2, lettera d), di cui sopra”;

b) “gli artt. 12, lettera b), e 14, primo comma, lettera a), della direttiva 95/46 devono essere interpretati nel senso che, al fine di rispettare i diritti previsti da tali disposizioni, e sempre che le condizioni da queste fissate siano effettivamente soddisfatte, il gestore di un motore di ricerca è obbligato a sopprimere, dall’elenco di risultati che appare a seguito di una ricerca effettuata a partire dal nome di una persona, dei link verso pagine web pubblicate da terzi e contenenti informazioni relative a questa persona, anche nel caso in cui tale nome o tali informazioni non vengano previamente o simultaneamente cancellati dalle pagine web di cui trattasi, e ciò eventualmente anche quando la loro pubblicazione su tali pagine web sia di per sé lecita.”

La Corte ha sottolineato che, avuto riguardo al legittimo trattamento dei dati personali, l’art.7 della direttiva consente “il trattamento di dati personali allorché questo è necessario per il perseguimento dell’interesse legittimo del responsabile del trattamento oppure del terzo o dei terzi cui vengono comunicati i dati, a condizione che non prevalgano l’interesse o i diritti e le libertà fondamentali della persona interessata – segnatamente il suo diritto al rispetto della sua vita privata con riguardo al trattamento dei dati personali –, i quali richiedono una tutela ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, di detta direttiva. L’applicazione del citato articolo 7, lettera f), esige dunque una ponderazione dei contrapposti diritti e interessi in gioco, nell’ambito della quale si deve tener conto dell’importanza dei diritti della persona interessata risultanti dagli articoli 7 e 8 della Carta”. In proposito, la Corte ha altresì evidenziato come “i diritti fondamentali di cui sopra prevalgono, in linea di principio, non soltanto sull’interesse economico del gestore del motore di ricerca, ma anche sull’interesse di tale pubblico a trovare l’informazione suddetta in occasione di una ricerca concernente il nome di questa persona. Tuttavia, così non sarebbe qualora risultasse, per ragioni particolari, come il ruolo ricoperto da tale persona nella vita pubblica, che l’ingerenza nei suoi diritti fondamentali è giustificata dall’interesse preponderante del pubblico suddetto ad avere accesso, mediante l’inclusione summenzionata, all’informazione di cui trattasi”.

Nel ricorso proposto, il soggetto riteneva che la pubblicazione sul “Il Giornale” di un articolo con contenuti diffamatori, non dovesse più apparire nei risultati di ricerca con la digitazione del nome e cognome del soggetto interessato, sostenendo che l’articolo non rivestisse alcun interesse pubblico alla conoscenza delle informazioni in esso contenute.

Annullando la precedente pronuncia del Garante, che aveva rigettato il ricorso, proprio adducendo la rilevanza dell’interesse pubblico, il Tribunale ha condannato la Google Inc. e la Google Italy s.r.l., in solido, a provvedere alla deindicizzazione della URL rispetto alla ricerca con le chiavi recanti il nominativo della ricorrente ed alla cancellazione delle tracce digitali di tale ricerca.